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Paura di confrontarsi... PDF Stampa E-mail

Carissimi, dopo Rassegne, Concorsi Nazionali, Regionali ed Interregionali ho constatato che l’Italia è divisa in Regioni. Beh questo lo sappiamo tutti, ma io intendo chè è proprio divisa! Nel senso che la mentalità, il modo di pensare, l’approccio con il nostro mondo da parte dei Maestri Coreografi, è da Regione a Regione completamente diverso!

Sappiamo da anni dove è più massiccia l’affluenza delle scuole che presentano le proprie esibizioni al Grand Prix Dance Festival, infatti da anni non possiamo mancare agli appuntamenti con La Puglia, La Sicilia, Il Lazio, l’Abruzzo, la Toscana e l’Umbria. Continuiamo insistentemente con la Selezione del Grand Prix della Danza nella Regione Veneto, riscontrando puntualmente che i Maestri del nord sono più reticenti a partecipare. Quest’anno, dopo la selezione avvenuta nello splendido Teatro Salieri di Legnago (VR), ho finalmente capito quale è il motivo principale di tante defezioni. Le Scuole che non riescono a piazzarsi nei primi posti, invece di rimettersi in gioco, non si ripresentano più, e così via. Ne partecipano di nuove, che resistono per un edizione e poi lasciano il posto ad altre, che a loro volta hanno paura di confrontarsi qualora non ottengono dei buoni risultati. Sia i Coreografi che i danzatori che provengono dal nord Italia non sono spinti dalla voglia di emergere, che invece è la molla vincente che spinge i ragazzi provenienti dal sud. Sono differenti le priorità, e soprattutto il sostegno dei propri genitori che al sud è notevole. Nell’Italia del benessere, dove ci sono più opportunità di scelta in un mondo lavorativo assai variegato, i genitori sono portati a crederci di meno. Dovendo fare un bilancio dopo tanti anni di esperienza, la conclusione è che al sud ci sono più talenti e più determinazione a realizzare i propri sogni, mentre al nord domina un raziocinio che spinge a soffocare le aspirazioni artistiche. Comunque la paura di confrontarsi è una paura che conoscono in tanti e dovunque. Sono pochi quelli che amano rimettersi in gioco. Per anni abbiamo avuto una Maestra proveniente dalla Puglia che non riusciva mai ad arrivare in finale. Beh, quella Maestra non si è persa d’animo, conscia dei propri limiti inventivi ha cominciato a seguire corsi di aggiornamento, a promuovere nella sua scuola stage diretti da personaggi famosi, insomma si è data da fare, così è riuscita ad assorbire dai vari stili creandone uno tutto suo. Dopo di allora, manco a dirlo, ha cominciato a vincere nei vari settori di danza e non si è più fermata! Poi ci sono quelli bravi da sempre, che anche dopo aver ottenuto ottimi risultati non si cullano negli allori, ci riprovano e riconoscono la superiorità altrui, se vengono battuti da chi ha dimostrato di aver avuto più fantasia e idee più innovative. Poi ci sono le meteore, e mi fanno davvero tanta tenerezza. Mi si avvicinano timidamente e mi dicono: “Che ne dice Maestro del mio balletto? Come le sembrano i miei ragazzi?” Non sapendo cosa rispondere perché il balletto era piatto e noioso e i ragazzi tutti scoordinati, mi sento dire: “Si potete migliorare, ma studiando di più!” ma la frase non è tanto rivolta ai ragazzi quanto allo pseudo M°coreografo. E qui mi ricollego al mio tormentone di sempre…. ovvero l’insegnamento selvaggio! Come possono pretendere di passare la propria arte agli allievi, quelli che dell’arte della danza non conoscono neanche le più rudimentali nozioni di base? La ragazza carina che ha avuto l’occasione fortuita di danzare qualche volta nello spettacolo di piazza dietro al cantante di moda, non ha certo le carte in regola per far accostare i bambini alla vera Danza, magari non sa neanche in che consiste una lezione di “Propedeutica”, ignorando anche il significato della parola. Questi sono gli elementi nocivi che vanno fermati! Nelle piccole scuole di provincia nascoste dentro le palestre di Fitness, si celano dei pericoli che i genitori non possono nemmeno immaginare! A volte sono anche loro che sbagliano, con la smania di vedere il proprio figlio danzare presto e subito, si fidano di chi dopo poche lezioni, li sbatte in prima fila nel saggio di fine anno! Esistono poi le Maestrine scrupolose e attente che li conducono per mano un passo alla volta, e che provviste di vero talento vengono confuse con le altre. Gli Esami F.I.D. per Insegnanti di Danza esistono proprio per questo, per dare l’opportunità a chi è preparato di poter ottenere un Diploma importante e riconosciuto, ma anche per scoraggiare e fermare quelli potenzialmente pericolosi! E’ capitato che ad alcune esaminande è stato suggerito di studiare danza classica seriamente per alcuni anni, se vogliono davvero diventare delle bravi insegnanti. Alcune di loro hanno accettato umilmente il consiglio, invece sono tante, troppe, quelle che bocciate dai nostri Docenti non hanno più avuto il coraggio di presentarsi. Altri si sono accontentati del Diploma di M° Istruttore perché non hanno l’ambizione di migliorare e perché forse hanno capito che l’insegnamento è davvero una “missione impossibile”, che è invece “possibile” per chi prende la faccenda sul serio e non con la leggerezza di un gioco. Concludendo raccomando ai Maestri di Danza che vogliono insegnare seriamente, di non aver paura di dimostrare davanti ad una Commissione d’Esame le proprie capacità, perché se queste capacità ci sono, saranno premiate con gli Attestati di idoneità all’insegnamento nei vari gradi che la F.I.D rilascia.

M° Carlo Alberto Cherubini

 
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